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Tanizaki, Brass e le Morbose fantasie

30 novembre 2005 by Admin

FotinaHo appena finito di leggere Morbose fantasie di Jun’ichiro Tanizaki. Si tratta di un romanzo breve, veloce da leggere. Il narratore è lo scrittore Tanizaki che racconta la vicenda occorsa a un amico, un vecchio uomo ricco e dissoluto. Giunto a un certo punto della vita, il protagonista segue il desiderio “morboso” di divenire lo schiavo di una donna che crede essere una pericolosa assassina.
E’ una piacevole lettura, un giallo che si rifà alla tradizione di Poe – citato nell’intreccio -, sicuramente da tenere sullo scaffale accanto ad altre opere dell’autore giapponese.
Tanizaki è uno scrittore che costruisce dei piccoli intrecci in cui le fantasie sessuali hanno sempre un ruolo di primo piano. Poco conosciuto in Italia, ha scritto La Chiave, da cui Tinto Brass ha tratto l’omonimo film che nel 1983 ha rilanciato l’estro sensuale di Stefania Sandrelli.
FotinaLa pellicola traspone a Venezia l’intreccio tutto giapponese in cui una coppia di coniugi è trascinata in una spirale di perversione fatale. Nel libro – più ancora che nel film – è grandioso il gioco di rimandi tra i due. La struttura infatti alterna la narrazione di due diari. In entrambi moglie e marito non rivelano di leggere il diario dell’altro, ma ognuno afferma di sospettare che l’altro di nascosto lo faccia.
E’ un gioco di specchi che può affascinare un lettore attento perché le implicazioni della struttura narrativa danno vita a un meccanismo ricorsivo in cui i due protagonisti cercano di manovrare i comportamenti dell’altro a volte “non dicendo” ma più spesso confessando desideri nascosti che altrimenti non sarebbero in grado di rivelare.

* * *

FotinaParlando di Tinto Brass c’è da dire che è un personaggio interessante. L’ho visto una volta allo Spazio Oberdan di Milano. Era invitato per una serata in suo onore, ed è stato impagabile. Una battuta dissacrante dietro l’altra e su tutto, ben ostentata, l’ossessione per i sederi femminili.
E’ sicuramente definibile un vecchio sporcaccione, ma è anche un accorto cineasta e probabilmente un gioviale compagno di bisbocce. Brass è stato in gioventù assistente di nientemeno che Roberto Rossellini. Per questa ragione molti in passato lo hanno criticato per aver buttato alle ortiche il suo talento, ma in fondo lui fa quello che avrebbe voluto fare e si diverte, cosa chiedere di più?
Non che sia un modello, ma allo Spazio Oberdan mostrò di essere meno maniacale di quanto la stampa spesso lo vuole fare apparire…


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