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maggio, 2005

  1. I personaggi letterari secondo Willliam Somerset Maugham

    maggio 4, 2005 by Admin

    I personaggi letterari sono strane creature. Si affacciano, ti entrano nella mente. Crescono. Assumono talune, opportune, caratteristiche. Vivono in un certo ambiente. Di tanto in tanto ti accade di pensare a loro. A volte diventano un’ossessione, sicché non riesci a pensare ad altro. Allora li racconti, e per te cessano di esistere. E’ buffo che un essere il quale ha occupato un posto nei tuoi pensieri, spesso solo nello sfondo, ma non di rado proprio nel bel mezzo; e allora, magari, ha vissuto con te per mesi ogni ora del giorno, e anche nei tuoi sogni, ti svanisca dalla coscienza al punto che nemmeno ricordi come si chiamava, e che faccia aveva. Capita perfino che ti scordi che sia mai esistito. Ma a volte le cose vanno diversamente. Un personaggio che credevi di aver liquidato, un personaggio di cui ti eri curato non più di tanto, non si dilegua nell’oblio. Ti accade di ripensarci. Spesso è una cosa molto irritante. Ne hai fatto quel che volevi, non ti serve più. Perché insiste a importi la sua presenza? E’ un intruso, non ce lo vuoi alla tua festa. Mangia il cibo, beve il vino preparato per altri. Non hai posto per lui. Devi occuparti di gente che per te conta molto di più. Ma lui se ne infischia. Incurante del decoroso sepolcro che gli hai allestito, continua caparbiamente a vivere, e anzi è sotto sotto attivissimo; e un giorno, con tua sorpresa, scopri che si è spinto fin nella prima linea dei tuoi pensieri; e non c’è che fare, devi dargli retta“.
    William Somerset Maugham (dalla prefazione al romanzo Acque Morte)