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John Fante …parole come gocce di sangue

8 luglio 2005 by Admin

All’improvviso il mio mondo si capovolse. Il cielo precipitò. Il libro mi inchiodava. Mi vennero le lacrime agli occhi. Il cuore mi batteva forte. Lessi fino a quando mi bruciarono gli occhi. Mi portai il libro a casa. Lessi un altro libro di Anderson. Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti lì, con una matita e lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore“.
John Fante (tratto da Sogni di Bunker Hill)

…come gocce di sangue!
Scrivere. Scrivere con il fluido che ci tiene in vita. Buttare parole su un foglio di carta come respirare. Ecco cosa diventa fare il mestiere di scrittore per chi non è abbagliato dall’illusione della letteratura per la letteratura, del calligrafismo per il calligrafismo. É inutile voler scrivere se non si ha abbastanza vita da raccontare. É di vita che parliamo non di giochi ne tantomeno di stupide farneticazioni e masturbazioni mentali.


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