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Tobias Wolff, annuncio mortuario di una persona viva

21 dicembre 2005 by Admin

In un racconto Tobias Wolff scrive di un giornalista che viene licenziato perché ha scritto l’annuncio mortuario di una persona viva.
Qualcuno ha inviato la segnalazione della morte di un certo Ronald Givens, un esattore delle imposte, e il redattore l’ha pubblica senza alcuna verifica.
FotinaLa signora Givens, arrabbiata, si presenta al caporedattore con un uomo, suo marito, Ronald Givens appunto. Chiede le scuse del giornale.
Il caporedattore non ci pensa due volte e licenzia il giornalista, lì nel suo ufficio, con i Givens che assistono alla scena.
Uscendo il giornalista incontra il signor Givens che gli offre il pranzo. A tavola si domandano chi abbia mai inviato quella segnalazione. Poi ad un certo punto…


– E’ stato lei a telefonarmi la notizia della sua morte!
– Oh, bella! E perché avrei dovuto farlo?
– Me lo dica lei.
– Sarebbe come ammettere di essere stato io -. Givens non poté fare a meno di sorridere, orgoglioso della propria scaltrezza.
Dissi: – Lei è fuori di testa, a forza di fedeltà è impazzito, – ma non dicevo sul serio. Non c’era niente in quello che Givens aveva fatto che non potessi comprendere o addirittura, mio malgrado, ammirare. Aveva trovato il modo di assistere al proprio funerale. Aveva provato il suo ultimo vestito, per così dire, si era visto imbellettato e composto nella bara, aveva ascoltato il proprio elogio funebre. E dopo, dulcis in fundo, era risorto! Questo era il punto, anche se magari Givens credeva di averlo fatto per mettere un po’ di paura addosso alla sua Dolly o per fare risaltare le proprie virtù. Al centro c’era questa resurrezione che il fedele esattore delle imposte era riuscito ad assaporare. La faccenda aveva un gusto biblico.

Il racconto – dal titolo Comuni mortali – è un buon esempio di quella scrittura che va dritta al punto, senza fronzoli o passaggi a vuoto. È una scrittura costruita artigianalmente, con un ritmo cadenzato che non supera mai il dovuto. Wolff viene non a torto accostato a Carver e la loro scuola si rifà sicuramente a Hemingway, ma non solo.
L’importanza di questa scrittura asciutta, sta nel tentativo di oggettivare la narrazione. Nel caso di Comuni mortali, il senso della morte non viene fornito. Con una voce narrante che non sbava mai e non ha la pretesa di conquistare alcun lettore ad una teoria o all’altra, viene proposto un punto di vista parziale, e l’unica richiesta che viene fatta è di capirlo. Non è necessario accettarlo.

(Comuni mortali è pubblicato nella raccolta Proprio quella notte)


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