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Il buon Jack su Antonioni

1 agosto 2007 by Admin

“Ci faceva sentire il silenzio nell’oasi del Sahara dove la troupe ogni sera mangiava cibi venuti dall’Italia mentre il mio regista, un padre, un amico, e soprattutto un maestro per me, continuava con i suoi occhi attenti a vedere e a farci ‘sentire’ le sue inquadrature”, così sul Corriere della Sera Jack Nicholson ricorda Michelangelo Antonioni e la lavorazione di Professione Reporter.Fotina
E’ uno sguardo inedito per me, perché non conoscevo la venerazione del buon Jack per il regista italiano. Dice ancora: “Michelangelo poteva anche aver detto ironicamente ‘Gli attori sono mucche e tu li devi guidare attraverso steccati’, ma se ti incastravi nelle sue visioni, potevi essere l’attore più completo e creativo del mondo”.
Lo trovo sorprendente, penso che sia la migliore medicina per me alla scomparsa di Bergman e Antonioni.
Sentire Jack parlare così mi umanizza la sua figura, e in un gioco delle ricorsioni rende mortale ciò che di grande vedo nei due registi scomparsi. E’ quello di cui avevo bisogno, mi serviva che qualcuno dicesse – riuscisse a farmi sentire – che la responsabilità del mondo è caduta nelle mani di qualcun altro. FotinaE che questo qualcun altro è all’altezza. Jack, registi come Lars Von Triers o Kim Ki-duk, altri autori, attori, artisti. Anche in noi stessi.
Se loro sono venuti meno, beh ci siamo noi che abbiamo più lavoro da fare, è questo che voglio leggere nelle parole del vecchio, caro, irresistibile Jack.
“L’Europa e il mondo devono tantissimo al mio maestro, che amava l’arte, la pittura, la vita, la bellezza, le persone”, afferma ancora, e poi riferito a Professione Reporter: “questo è ancora il film che amo di più e che considero l’avventura più forte che io abbia mai avuto”.
Wow, sì, così!
Riporto tutto per mia futura memoria. Per ricordare come un mio mito guarda verso un suo mito, e in questo gioco di sguardi si riflette sempre un’unica verità: la vita, con le sue sfaccettature e con i suoi corsi e ricorsi.

Guarda l’intervista a Jack Nicholson sul Corriere della Sera


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