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marzo, 2007

  1. Fotografia, teatro e danza – 4 –

    marzo 26, 2007 by Admin

    C’è da dire che la luce nella danza è fondamentale.
    O meglio. La luce è lo specifico fotografico, ciò che rende la fotografia un’arte. Essa è importante per qualsiasi tipo di scatto, che sia in estate sotto il sole piatto di mezzogiorno, o in un luogo chiuso illuminato da candele o faretti. Nei vari casi il fotografo ha semplicemente problemi diversi ed esigenze diverse.
    Ora quello che voglio dire è che se nel teatro può accadere che la luce di un faretto bruci il volto dell’attore lasciando tutto il resto al buio, nella danza questo non è accettabile, né per il fotografo, né tanto meno per lo spettatore. La danza si nutre di luce perché alcuni effetti che crea per il suo pubblico si basano su di essa. Nella danza la luce è essenziale perché fa parte della coreografia e aiuta a creare movimento nella scenografia.
    Questo me lo ha insegnato E.
    La sera della Kafka-dance, mentre ero impegnato a dannarmi l’anima per il rullino terminato prematuramente e per l’assenza di pellicole nuove nel borsone, avevo visto E. seguire la danzatrice nel dietro le quinte. La seguiva con la testa e ne anticipandone i gesti. Dietro quella coreografia c’era il suo intervento.
    E. era l’insegnante di danza nonché il coreografo della compagnia teatrale della scuola.
    Ora tornando a me, io non sono estroso, ne tantomeno estroverso. Per diventare “il fotografo” avevo già impiegato una grande dose di quella che si può definire intraprendenza. Con il senno di poi mi risulta difficile credere che feci anche altri passi in avanti, il primo dei quali fu quello di chiedere a E. di poter assistere (e fotografare) le sue lezioni di danza…

    continua…