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‘Quotidianità’ Category

  1. Le barbabietole postulanti

    novembre 27, 2006 by Admin

    “Le barbabietole postulanti” è il titolo di un romanzo che parla di un uomo in preda a crisi di identità. Meglio, la sua identità è certa e non ci sono rischi che la perda ma a volte si chiede che ne è delle vite che non sta vivendo.
    Riprendo a scrivere sul mio blog con questa storia perché è quella che più approfonditamente aiuta a spiegare la mia assenza. Fotina
    In “Le barbabietole postulanti” questo tizio – che l’autore nomina usando solo il sostantivo “lui” – si ritrova a vivere una vita che ha scelto e nella quale è a suo agio. Ha un lavoro che ritiene soddisfacente. Una compagna con cui ha deciso di comprare casa e con la quale condivide le piccole gioie della vita. Diversi amici con storie anche variegate ma mai comunque problematiche. Una famiglia unità intorno a un focolare domestico. I genitori, un fratello e due sorelle con cui si trova bene. Una vita nel complesso ordinaria, che comunque appaga il suo animo, eppure…
    Eppure quando può si isola dagli altri e pensa a cosa ne sarebbe della sua vita se decidesse di lasciare tutti.
    Gli altri, tutti quanti, sono “le barbabietole postulanti” e Lui li osserva e nota come non sembrino consapevoli di come le loro vite siano attaccate a uno “schema di realtà” che viene dato “per scontato” e che in teoria basterebbe “tanto poco” a infrangere.
    Incapace di rompere questo “schema”, Lui non riesce a rendere palese quel “tanto poco” che ha così ampiamente teorizzato. Si guarda intorno e pensa ad azioni senza senso che lo aiuterebbero a spiegare alle “barbabietole postulanti” che quello schema va infranto.
    Il romanzo è pieno di pensieri come “…ora mi alzo e prima che le porte della metro si chiudono butto fuori quel cialtrone…”, “…nella pausa pranzo prendo il treno delle 14 per Berna…”, “…se ora andassi con la macchina contro il palo toglierei la corrente alla città…”. Pensieri che non portano mai ad azioni concrete e che vengono poi capovolte nel finale quando messo davanti all’evidenza del cambiamento, Lui accetta di far parte delle “barbabietole postulanti”.
    Il senso del romanzo può essere più o meno comprensibile ma quello che mi spinge a parlarne ha a che fare con il senso delle relazioni umane e con l’idea della “globularità” così come ne parla il vecchio amico di isotope (qui!) in relazione all’idea dei database nella civiltà postmoderna. Di fatto la mia assenza in questi mesi ha a che fare con le “altre vite” che Les Intrigante ha vissuto negli ultimi tempi. Spero che la cripticità di questo messaggio non crei confusione nei miei lettori…


  2. Circa il mestiere dello scrittore…

    marzo 22, 2006 by Admin

    Leggo e riporto rapidamente le segnalazioni che mi arrivano dalle mie frequentazioni telematiche. Non ho il tempo per concedergli l’attenzione che meriterebbero ma almeno non fermo la catena e riporto la seconda e la terza puntata del tentativo di Alessandro Canzian su Nazione Indiana di fare il punto della situazione sul mestiere dello scrittore in Italia. (Leggi Leccare la lingua altrui come quando ci si bacia seconda parte o terza parte)


  3. Gli scrittori italiani e i loro ferri del mestiere…

    marzo 9, 2006 by Admin

    Segnalo e sostengo il progetto avviato da Alessandro Canzian su Nazione Indiana intitolato Leccare la lingua altrui come quando ci si bacia. Così come precisa il sottotitolo (Gli autori italiani aprono il laboratorio) lo scopo è quello di dar vita a un confronto dialettico tra gli scrittori e le problematiche a cui essi si dedicano nel rapportarsi alla lingua. Scrivere_tA tale scopo Canzian propone una serie di interventi di autori italiani contemporanei che hanno mostrato un particolare interesse a questo tipo di problematica.
    Si tratta come dice Canzian di un’esortazione rivolta agli scrittori “ad aprire l’officina e mostrare i ferri del mestiere, a dire qual era l’intenzione espressiva dietro l’uso di questa o quella parola, di quel registro, di quel fraseggio.”
    Approvo, sottoscrivo e diffondo, per quanto mi è possibile, l’intento…